Vincenzo Marino

Executive Coach 

Affianco Imprenditori e Professionisti nel rilancio della propria attività allineando identità personale e professionale

La mia storia tra Resilienza e Rinascita

Prima dei 30 anni

Ti risparmio la favoletta che narra dove sono nato e come sono cresciuto, qualche dettaglio interessante c’è pure ma non è attinente al messaggio che desidero comunicare.

Posso dire però che il mio percorso di vita ha cambiato direzione all’età di 30 anni, diciamo che c’è un prima dei 30 e un dopo i 30.

I miei primi 30 anni li ho vissuti come normale ragazzotto di provincia, con precisione ad Aversa che si trova nell’hinterland tra le città di Napoli e Caserta, ero molto vivace e a tratti un po ruspantello. Terminati gli studi superiore ho fatto il mio esordio lavorativo nel mondo della vendita al dettaglio, durato circa 7 anni.

Devo dire che sono stati anni veramente intensi, mi divertivo molto e amavo stare a contatto con le persone. Ciò che caratterialmente devo a quegli anni è il gran senso di responsabilità che ha impiantato in me. Gestire un negozio poco più che 20enne è altamente formativo e influenza molto, in positivo, lo sviluppo della personalità.

Nonostante l’ottima sintonia con il lavoro devo dire che c’è stato altro che ha fortemente influenzato la mia mente, opinioni e luoghi comuni rispetto al lavoro commerciale che si traducevano in messaggi del tipo: Trovare un lavoro sicuro e stabile.

Diciamo che trascorrere anni facendo un lavoro che ti piace ma con il pensiero che non è quello giusto e devi fare altro, è veramente disorientante al fine di sviluppare una chiara identità.

Morale della favola a 27 anni trovo il famoso lavoro sicuro, mi trasferisco a Bologna e inizio a lavorare come autista di autobus nel servizio pubblico.

I primi tempi devo dire tutto era perfetto, città, persone, usi e abitudini, insomma fino a quando ero nel flusso del “tutto nuovo” non potevo lamentarmi.

Dopo i 30 anni

Il continuo tram tram, il caos della città e la relazione con la folla cominciava a starmi stretto. Sentivo il bisogno di dare un’accelerata al mio percorso. Sentivo la mancanza del lavoro commerciale e la gratificante sensazione di creare, gestire e portare a termine azioni che avessero poi il mio specifico merito.

Cosa ho imparato in quel momento?

La sicurezza è il primo elemento di debolezza

Molte soddisfazioni e realizzazioni sono semplicemente fuori dalla sicura routine, spesso bisogna solo fare il primo passo per goderne.

Da li trasformo un lavoro stressante come quello dell’autista di autobus in un momento di analisi e ispezione, osservavo la città per capire cosa potevo inventarmi. Tempo 18 mesi e do vita al mio primo progetto imprenditoriale.

Armato di entusiasmo giovanile, a tratti anche incosciente, decido di avviare un attività di servizi nel mondo automobilistico con il nome di “AutoFranchising”

Voleva essere la mia risposta ad una della più grandi crisi che ha travolto l’economia mondiale, cioè la grande crisi economica del 2008.

Penso che ricorderai bene anche tu quegli anni…

Attività del tutto nuova e fuori da ogni schema sia mentale che commerciale. Vendevo auto da privato a privato offrendo servizi di garanzia, assicurazione e pratiche auto. Diciamo che tra cose fatte in collaborazione e quelle fatte in prima persona, non mi facevo mancare nulla.

Il modello di business era simile a quello di un’agenzia immobiliare, con il limite che le persone non erano abituate ad entrare in un’agenzia per comprare una macchina. Infatti più era difficile e più ero determinato nel farla funzionare.

La faccio breve, è stata la più grande batosta commerciale che abbia mai preso. Il mercato in 2 anni mi ha prima risucchiato e poi rimbalzato fuori con una tale forza che ancora oggi porto strascichi di quella esperienza commerciale.

La botta emotiva fu veramente dura, sono stato circa sei mesi imbambolato e incredulo su ciò che era successo con la consapevolezza di essere l’unico  responsabile. L’unica consolazione è stato vedere dopo qualche anno che un’altra azienda ha avviato con successo lo stesso progetto, con nome diverso ovviamente.

Competenze e consapevolezza che oggi ho del mercato e delle diverse dinamiche che orbitano intorno ad esso, sono merito anche dell’esperienza AutoFranchising.

Passati sei mesi mi rimetto in moto e inizio a collaborare con più aziende prima come consulente finanziario poi come promotore mutualistico, facendo anche il classico venditore porta a porta. Lavoro svilente ma molto formativo.

Collaborare con aziende grandi e strutturate mi conoscere seminari e meeting sul mondo della formazione e crescita personale.

Per me che venivo su da autodidatta era tutto nuovo e estremamente motivante. Inizio a familiarizzare con tutte quelle dinamiche che influenzano l’atteggiamento e di conseguenza comincio a capire perché stesse parole e azioni fatte da persone diverse ottengono risultati diversi.

Inizia così il mio perenne stile di vita da studente e sperimentatore della crescita personale.

Dopo qualche anno mi ritorna la voglia di dare vita a un progetto tutto mio. Il modello di vendita aggressiva che utilizzava l’azienda presso la quale lavoravo non si interfacciava con il mio modo di essere e quindi lasciai per creatore qualcosa di mio.

Insieme con un caro amico del tempo iniziammo a vendere siti web, lui come programmatore e io come venditore.

Dopo un pò mettiamo in piedi un progetto tutto nostro seguendo la scia dei coupon del 2012, dando vita alla piattaforma Italiancoupon.

L’idea differenziante era molto valida. Anche se con mille peripezie il progetto prende vita. I cliente erano contenti perché Italiancoupon dava l’opportunità di fare offerte a potenziali clienti ottenendo il pagamento direttamente in loco senza penalizzare la qualità. Diversamente da come erano abituati con i colossi concorrenti.

Proprio quando l’entusiasmo era alle stelle e stava per iniziare il ritorno dell’investimento che avevamo fatto, c’è qualcosa di più grande che mi obbliga ad andare via da Bologna per più di sei mesi.

Ci sono eventi nella vita che non puoi chiamare dramma, perché è la vita stessa che te li programma!

In sintesi? Muore mio padre!

Per mesi ho fatto su e giù tra Bologna e Aversa per dare supporto e assistenza a lui e alla mia famiglia. Morale della favola il 2013 si chiude in maniera traumatica, pesante lutto in famiglia, progetto andato in fumo e secondo buco finanziario.

Ti lascio solo immaginare il morale come poteva essere. Godo sicuramente di una grande forza d’animo, ma certi eventi colpiscono così forte che intanto cadi, poi se hai una psicologia robusta magari ti rialzi.

Anche in questo caso l’unica consolazione fu quella di vedere dopo qualche anno la nascita di un’azienda ha avuto notevole successo con la stessa strategia di Italiancoupon, oggi ancora presente e molto in voga nel mondo del marketing della ristorazione.

Intanto l’energia e la motivazione per fare un lavoro commerciale era praticamente sotto zero, così mi rifugiai nel lavoro a stipendio per mantenermi. Inizia così la mia prima esperienza da autoesiliato, lavoro casa e libri.

Anche nei momenti più bui quando la visione del futuro non arrivava al giorno seguente, ho avuto una sola e  unica certezza “MAI MOLLARE.. PER NESSUN MOTIVO AL MONDO, COSTI QUEL CHE COSTI!

Riesco in qualche modo a trasformare esperienze fallimentari e di dolori in fonte di conoscenza e crescita personale. Che solo più avanti conoscerò sotto il nome di Resilienza.

Proprio grazie a questo atteggiamento resiliente, accompagnato da una genuina curiosità, cerco di capire fino a che punto può spingersi il potenziale umano tanto da vivere trasformazioni o addirittura una vera e propria rinascita.

I primi passi da Coach

Così ritorno nei banchi di scuola e studio per diventare Coach. Grazie ai miei docenti, medici e naturopata, apprendo il coaching scientifico. Durante il percorso vengo a contatto con materia che mi apriranno scenari veramente incantevoli, ossia le Neuroscienze e la Fisica Quantistica.

Quel percorso trasforma letteralmente la mia forma mentis, inizio a vedere il mondo che mi circonda con occhi totalmente diversi. Ciò che fu sconvolgente, in modo positivo ovviamente, fu rivedere me stesso e il mio passato da una prospettiva totalmente diversa. In quella occasione ho sviluppato la capacità di utilizzare la critica costruttiva, trasformando gli errori del passato come fonte di esperienza pragmatica.

Per la prima volta divento consapevole di chi sono realmente, i miei punti di forza e gli annessi limiti.

Fare un profondo viaggio introspettivo destabilizza chiunque, in quel momento ho anche capito perché tante persone preferiscono adattarsi a un disagio piuttosto che risolverlo

Lavoro penoso ma “Fruttuoso”

Mi rendo conto che l’essere umano è una macchina perfetta. Il più delle volte quando non riesci a fare qualcosa non è legato a capacità o competenze, ma a l’immagine che hai di se stesso.

Da lì in avanti mi rendo conto dell’importanza della comunicazione e comincio a studiarla in tutte le sue forme. Mi specializzo prima nella programmazione neuro linguistica per quanto riguarda la comunicazione non verbale, poi continuo nello studio della comunicazione di massa e propagandistica.

Giungiamo così all’anno della Rinascita!

Mi rimetto per l’ennesima volta in gioco e inizio a collaborare con una autorevole azienda modenese che si occupa di formazione e consulenza.

Qui ho l’opportunità di misurarmi con il mercato come coach e consulente. Mi rendo conto che in modo naturale riesco ad affiancare le persone aiutandole ad ottenere il meglio da se stessi. L’emozione è tale che nasce una irrefrenabile passione.

Capisco che è la strada giusta da seguire e dedico tutto me stesso per farlo al meglio. Peccato che l’entusiasmo è presto frenato dalla contorta realtà.

Scopro che il settore è saturo di concorrenza, il che non risultava essere un problema. La tristezza è che viviamo in una società basata tutta sull’immagine, di conseguenza la maggior parte delle persone sono concentrate sull’apparenza piuttosto che sull’essere.

Basta notare come tante persone nascondono la loro fragilità dietro un ruolo o titolo accademico. Te lo dimostra il fatto che alla domanda Chi sei? rispondono con la professione che fanno piuttosto che con il proprio nome. Se chiedi di rispondere sinceramente alla domanda… il protagonista diventa il silenzio!

Bene, ne prendo atto e per rispettare il valore dell’Autenticità, mi rifiuto di costruire immagini belle ma false e scelgo di focalizzarmi sul tema Risultati.

Dall’Identità alla Strategia

Facendo tesoro delle precedenti esperienze, piuttosto che improvvisare e cadere in errore come già fatto, decido di fermare tutto e costruire una strategia pratica concreta e differenziante rispetto a quelle che vengono propinate sul mercato.

Inizia così la mia seconda esperienza di autoesilio, di nuovo lavoro casa studio. Alla ricerca di quella unicità che mi potesse differenziare dalla concorrenza.

La lezione più importante che ho appreso è quella di essermi reso condo che stavo facendo la corsa del criceto. Cercavo di arrivare al successo sottovalutando l’equilibrio che bisogna avere tra identità personale e professionale. Elemento fondamentale se lavori a stretto contatto con le persone.

Successivamente osservando il mercato e l’economia, mi rendo presto conto che la corsa alla specializzazione tanto richiesta anche dal mercato del lavoro, ha generato professionisti iper specialisti in un’unica materia tanto da divenire incapaci di sviluppare una chiara e oggettiva visione d’insieme. Fondamentale per far crescere persone e business.

Scelgo così come strategia differenziante l’Interdisciplinarietà. Essere referente unico e persona di fiducia con un corpo di conoscenza completo.

Scelgo così di chiudere il cerchio della conoscenza studiando il marketing strategico. Prima da autodidatta e poi con percorsi specifici, studio e sperimento le strategie dei migliori imprenditori esperti di marketing.

Metto in piedi un metodo di lavoro completamente diverso, pensato per quelle persone che esprimo se stesse mediante la propria attività.

Oggi che sono all’inizio di questo nuovo viaggio professionale, non posso sicuramente millantare successi o numeri per enfatizzare la mia storia, cosa che in realtà fanno in molti ma io ho scelto di essere autentico e trasparente in ogni passaggio.

Quello che posso sicuramente dire è che ho sperimentato, nel mio piccolo, ogni cosa che ho studiato e vissuto. Metto a punto un metodo e lo sperimento con le attività più vicine a me.

Un esempio pratico è quello fatto con mio cognato Max nello sviluppo strategico del suo Coffee Shop aperto nel 2018 a Rimini. E’ un’attività che vende caffè  e macchina per caffè espresso compatibili con le migliori marche.

Facile intuire che si tratta di un settore per niente semplice da differenziare, dato la numerosa concorrenza che c’è su un prodotto comune come quello del caffè.

Ma nonostante le difficoltà,  ci siamo riusciti!

Oltre a generare gli utili, che è sicuramente un punto fondamentale di ogni attività. Il vero successo sta nell’aver creato una chiara identità professionale e di aver creato un focus specifico e differenziato dalla concorrenza.

Oggi Max è un imprenditore umanistico che ha scelto di non vendere semplicemente il caffè, ma di offrire la sua conoscenza e professionalità mettendo al centro di tutto il gusto inesplorato delle persone. Infatti mette nelle condizioni ogni singola persona di scoprire la miscela più adatta al suo gusto e abitudini di consumo.

Oggi conosciuto e apprezzato dai suoi clienti come: “Coffe Shop By Max…Il professionista del gusto”.

Il passato nella vendita al dettaglio, mi offre l’opportunità di capire in anticipo difficoltà e problematiche che vivono commercianti, artigiani e professionisti esposti in prima persona con il pubblico.

Per questo mi sono posto l’obiettivo di affiancare queste categorie di persone per aiutarle a far crescere la loro attività in modo semplice ed efficace.

Con questa affermazione di intenti si conclude ciò che considero la Resiliente Rinascita nel mio percorso di vita.

Finale a sorpresa per tutti….me compreso!

In seguito tutto mi sarei aspettato tranne che il 2020 ci riservasse una sorpresa del genere.

Il blocco totale dell’economia mondiale. Stiamo praticamente vivendo ciò che domani scriveranno nei libri di storia come la più grande pandemia del XXI secolo.

Le regole socio economiche stanno mutando e ancora non sappiamo in che modo.

Ho scelto in questa fase di essere un ottimista consapevole, ho iniziato a studiare le dinamiche del cambiamento in tempo di crisi e ho riconosciuto schemi già realizzati in quelle precedenti.

Seguendo esperti di economia, finanza e diritto costituzionale, ho aperto gli occhi su scenari a dir poco agghiaccianti. Il capitalismo e la globalizzazione giocano un ruolo veramente sporco a discapito del benessere comunitario.

So che non ho il potere di contrastare i poteri forti, ma dopo un’attenta analisi e osservazione delle dinamiche ho capito che una soluzione per rispondere in modo pacifico ed intelligente esiste.

Lo strumento che i poteri forti utilizzano per manovrate il mercato e le masse è la shock-economy. In pratica attraverso la leva della paura, sensazione di scarsità e futuro incerto fanno in modo di rendere il popolo disunito e timoroso nel reagire. 

Rubando l’identità e violentando la dignità delle persone.

A quanto pare ci riesco più che bene.

Oggi la mia missione è generare una vera e propria Rinascita post lock down.

L’unico modo per riconquistare libertà e benessere è quello di essere uniti.

Bisogna creare tanti piccoli ecosistemi sostenibili e proattivi mettendo al centro di tutto le persone e il benessere comune.

Questa è la mia storia e la nascita del:

Aiutami anche tu a creare un sistema di Business Umanistico coeso e performante. I modi per farlo ci sono, ma da soli non si arriva da nessuna parte.